• UPT - Rovereto

ROVERETO - "La scuola di una volta..."

La classe 1°A Upt Rovereto

presenta


“La scuola di una volta….

Interviste ai nostri nonni”


In queste ultime settimane, durante le ore di italiano, abbiamo riflettuto sul significato che ha per noi la scuola oggi; ci siamo fatti aiutare da autori diversi, leggendo brani tratti da “La Storia” di Elsa Morante, “Lettera ad una professoressa” della Scuola di Barbiana di Don Lorenzo Milani e “Diario di scuola” di Daniel Pennac.

Poi abbiamo pensato di domandare ai nostri nonni e genitori come era la scuola quando la frequentavano loro, per capire meglio le differenze tra la nostra esperienza e la loro.

Ecco alcuni aspetti che ci hanno maggiormente colpito:

“La mattina dovevo alzarmi molto presto perché abitavo in un maso lontano da scuola e la strada da fare a piedi era molto lunga. Prima di entrare a scuola si doveva partecipare alla S. Messa”


“Io non ero obbligata ad andare a scuola, anzi il mio papà avrebbe voluto che stessi a casa per aiutare a badare agli animali; ma io preferivo andare a scuola piuttosto che lavorare”


“Appena finiva la scuola andavo ad aiutare i miei genitori che avevano un negozio di alimentari”


“Io sono andata a scuola solo fino agli 11 anni perché ero una ragazza e a quel tempo non era importante che le donne fossero istruite”


“Non si andava in gita”


“C’erano classi solo femminili e solo maschili”


“Le gite erano semplici passeggiate in montagna”


Anche i materiali scolastici erano diversi:

“Alle elementari usavo una cartella di cartone”


“Non c’erano cartelle o zaini ma si usava una cinghia o una corda per tenere legati i libri”


“Non c’erano le penne come oggi ma il pennino da intingere nel calamaio per prendere l’inchiostro”


“Ero fortunato perché avevo una cartella di pelle con il manico”



Anche la vita in classe era molto diversa da quella di oggi:

“A scuola si andava con la divisa”


“L’insegnante di religione era il parroco”


“Per riscaldarci ognuno di noi doveva portare a scuola della legna da mettere nella stufa”


“Alle elementari c’erano le pluriclasse: in una classe sola cioè c’erano bambini dai 6 ai 9 anni tutti insieme”



E se non ci si comportava bene le punizioni erano decisamente peggiori di quelle di oggi!

La mia maestra si chiamava Adele e se non facevamo i compiti ci dava le bacchettate sulla mano”


“Per castigo ci facevano stare in piedi su una gamba sola per una o due ore”


“I ragazzi monelli dovevano riscrivere per 100 volte alcune frasi”


“Chi disturbava veniva messa dietro alla lavagna con faccia verso il muro”





Un grazie particolare alla bis nonna di Angelica,

alle nonne di Elisabetta, Sara, Greta, Elisa, Paolo e dei cugini Criscuolo

ai nonni di Anna, Giulia e Martina,

al papà di Emre e alla mamma di Gerina e Lorenzo

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