• Walter Iori

TRENTO - Il design emozionale per ambienti di vita e lavoro accoglienti!

Con Raffaella Travaglia, Emotional Designer, gli studenti del IV anno e della classe 1D, hanno avuto la possibilità di sperimentare le tecniche del design emozionale.

"Le emozioni sono la nostra bussola interna. Le emozioni ci fanno sentire vivi! Per questo motivo utilizzo il design emozionale come strumento per potenziare gli ambienti in cui viviamo e lavoriamo" - ha spiegato Raffaella ai nostri ragazzi!

Grazie alla docente Sheeba Joyce Salins per aver organizzato questo interessante ed innovativo momento di stimolo e confronto!

Ovviamente...ai nostri studenti è piaciuto tantissimo!!!

Ecco il racconto di Raffaella Travaglia:

Mi occupo di interior design emozionale e quello che ho fatto con i tuoi ragazzi ieri in classe è stato raccontare il mio approccio a questo mondo, raccontando loro come trasformo le mie idee, le mie ispirazioni, in concept e poi in progetti emozionali, passando anche per il mondo dei materiali.

Ho visto i tuoi ragazzi molto interessati ai materiali, li toccavano, ne studiavano le differenze, le varie texture, differenze di luminosità tra un colore lucido ed opaco, ad esempio. Sono molto curiosi e questa è una bellissima cosa che ho riscontrato! Alcuni di loro hanno progettato uno spazio, poi alla vista del materiale hanno cambiato idea…questo ha fatto capire loro l’importanza di tutte le fasi: è importante progettare su carta, ma anche conoscere ed entrare in contatto con i materiali per poter valutare il progetto nella sua totalità.

Quello che abbiamo fatto ieri insieme sia ai ragazzi di QUARTA sia ai ragazzi della 1D è stato TRASFORMARE UNA STANZA A LORO SCELTA IN UN PROGETTO EMOZIONALE. Il lavoro è stato svolto individualmente.

I ragazzi inizialmente hanno preso “consapevolezza” di cosa non piaceva attualmente della stanza presa in considerazione, hanno capito cosa migliorare della stanza perché diventasse uno spazio gradevole per loro.

Tante persone hanno deciso di ristrutturare la loro stanza da letto, altri la cucina, il bagno della scuola, un ragazzo la classe.

Nella seconda fase i ragazzi hanno “progettato” la stanza, disegnando con i colori il progetto in pianta, cercando di “correggere” i problemi riscontrati nella prima fase: i ragazzi hanno usato molta fantasia e creatività, sono stati in grado di valutare e correggere i difetti che secondo loro aveva lo spazio oggetto dell’esercizio. Ho visto molti progetti davvero molto belli e ricchi di particolari.

Nella terza fase siamo entrati nel vivo dei “materiali”. Siamo partiti con un esempio di quelli che sono gli stimoli che l’ambiente ci può regalare (visivi, uditivi, tattili etc. utilizzando un video con la musica, un profumatore e una tavola sensoriale). Successivamente i ragazzi hanno creato delle MATERIAL BOARD, cioè hanno selezionato i materiali per completare il loro progetto della stanza selezionata. Hanno selezionato materiali per i pavimenti, per le pareti (colori, carte da parati) per i mobili, tappeti e via dicendo.

Sono stati partecipi e collaborativi!!!



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