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TRENTO - Campo di Concentramento di Fossoli


Il giorno 14 marzo 2017 gli studenti delle Classi V CAPES di Trento e II A di Rovereto hanno effettuato un’uscita didattica al al Campo di Concentramento di Fossoli ed al Museo al Deportato di Carpi. Questo viaggio d’istruzione è stato organizzato da Lorenzetti Angela e Travaglia Martina, due studentesse del V anno CAPES in collaborazione con il docente di storia.

La vista era coerente con l'attuale programma di storia di entrambe le classi partecipanti: La Seconda Guerra Mondiale.

L’esperienza è stata molto significativa in quanto ci ha permesso di entrare nel campo di Fossoli, che nel 1942 è stato costruito dal Regio Esercito con la funzione principale di contenere i prigionieri militari. ​Negli anni il campo è stato usato da più persone, con diversi scopi. Nel dicembre del 1943 il sito è stato infatti trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in Campo di concentramento e smistamento per gli ebrei italiani e per i prigionieri politici, da deportare in altri campi nel nord Europa. ​

Dal marzo del 1944 è gestito dalle SS come anticamera dei Lager nazisti. Tra i deportati il 22 febbraio, parte da questo luogo anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di "Se questo è un uomo" e nella poesia "Tramonto a Fossoli".

Tra il 1945 e il 1947 è campo per "indesiderabili", ovvero un centro di raccolta per profughi stranieri.

Dopo la fine della guerra il Campo è utilizzato a scopo civile.

Nel '54 i profughi giuliani e dalmati provenienti dall'Istria fondano il Villaggio San Marco che dura all'incirca fino alle fine degli anni '60, dopodichè il Campo, di proprietà dello Stato, cade in uno stato di abbandono.

Dal 1973 ad oggi, il Campo è di proprietà della Fondazione Fossoli e del Comune di Carpi.

L’atmosfera che si respirava durante la visita al Campo era tranquilla, mentre, al contrario era più tesa e ricca di emozioni nel Museo.

Per gli allievi, avere la possibilità di uscire sul territorio può essere un aiuto per affrontare meglio l’argomento e i docenti riescono così a coinvolgerli maggiormente, rispetto a una lezione frontale in classe.

Relatore: Travaglia Martina


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