Visita al museo Le Gallerie - Trento
Il giorno 22 ottobre 2008 la classe 2b si è recata, accompagnata dei docenti Ceschini Antonella e Lamberti Mirko, al museo delle gallerie di Piedicastello, a Trento. Siamo partiti da scuola alle ore 9.00 e dopo circa mezz’ora siamo arrivati alla nostra meta. Dinanzi a noi abbiamo trovato due grandi gallerie, una illuminata e l’altra con l’entrata coperta da delle specie di tendine di plastica che rendevano la galleria buia. Abbiamo iniziato con quest’ultima: al suo interno venivano proiettati sulle pareti dei filmati relativi alla prima guerra mondiale. Sul pavimento, di tanto in tanto, si trovarono dei grossi cerchi bianchi con al di sopra dei grossi altoparlanti. Andando sui cerchi si potevano sentire i racconti di persone che avevano vissuto in prima persona la Grande Guerra. Abbiamo sentito la testimonianza di una donna che era dovuta scappare con la famiglia dalla propria casa. Dovevano prepararsi in meno di un giorno e avevano la possibilità di portarsi dietro solo una borsa con al massimo venti chili per ciascuno. Com’è possibile riuscire ad andare via dalla propria vita, dalla propria casa? Secondo me questo è uno degli aspetti più negativi della guerra.
La galleria era tutta buia, illuminata soltanto da quei video. All’interno si sentivano le voci delle persone che narravano le loro storie, una sovrapposta all’altra: quell’effetto era stato creato intenzionalmente per far capire al visitatore che cosa significasse andare in guerra. Sentire più voci provenienti da varie direzioni confondeva molto e il buio totale aiutava ad immergersi totalmente nello stesso stato d’animo in cui poteva sentirsi un uomo quando andava in guerra.
Quello che mi ha colpita di più è stato, nella galleria nera, sentire tutti quei rumori nel buio. Mi ha fatto sentire un senso di vuoto dentro. Se fossi stata anch’io con quegli uomini durante quel periodo mi sarei sentita davvero impotente davanti a tutto quel dolore, a tutta quella sofferenza. A cosa serve alla fine la guerra?? A niente, secondo me. Basterebbe molto meno per sistemare le incomprensioni. Non avevo mai provato una sensazione simile soltanto visitando una mostra. E’ stata davvero molto impressionante.





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