La mission dell'Università Popolare Trentina
La missione di un Ente costituisce il punto di riferimento che definisce la direzione verso cui orientare tutte le risorse di cui dispone: la dichiarazione di missione - nella sua sinteticità e completezza - rappresenta il termine cui riferire l'integralità dello sforzo organizzativo e in tal senso contiene ed esplicita il significato compiuto dell'agire. Per questa ragione il board della Direzione Provinciale vi ha dedicato un'ampia e approfondita riflessione, per pervenire ad una definizione che avesse i caratteri della semplicità e dell'incisività e potesse essere assunta come parametro di riferimento motivante e sfidante per tutti gli attori organizzativi.
Il riferimento obbligato da cui ha preso le mosse la riflessione è stato lo Statuto, nel quale si sono rinvenuti i capisaldi dell'identità del CFP, così come originariamente fissati al momento della costituzione associativa. Gli aspetti che sono stati considerati come sorprendentemente attuali e quindi del tutto pertinenti per entrare nella nuova formulazione della mission sono i seguenti:
- il profilo dell'Ente e il senso della sua presenza del territorio, come offerta di risorse e percorsi formativi professionalizzanti, nel quadro di un costante allineamento di contenuti e metodi alle esigenze del mondo del lavoro, per garantire la massima occupabilità possibile delle varie tipologie di allievi;
- l'indisgiungibilità tra la dimensione formativa e la dimensione educativa, come stile e cultura specifica dell'Ente.
Nella considerazione di questi due vincoli irrinunciabili, si è pervenuti alla seguente dichiarazione di missione:
CFP-UPT è un'agenzia di servizi formativi integrati che, a partire da una precisa intenzionalità educativa, propone e sviluppa percorsi formativi con l'utilizzo di metodologie didattiche innovative e coinvolgenti, volti alla piena valorizzazione della persona umana e all'acquisizione di competenze professionalizzanti, favorendone l'inserimento lavorativo e sociale, anche al fine di accompagnare nella crescita le nuove generazioni e contribuire allo sviluppo dell'intera comunità locale.
Per l'intrinseco valore ideale e orientativo che tale formulazione porta con sé, è necessario analizzare il senso delle principali componenti. Anzitutto vi si ribadisce che lo sguardo portato a ciascuna persona si riferisce alla sua integralità: all'interno di una generalizzata cultura dominante che enfatizza in via pressoché esclusiva il successo personale come criterio di giudizio, spingendo alle estreme conseguenze la dimensione performativa delle persone, il CFP intende riaffermare una diversa antropologia, nella quale la persona è affermata come valore in sé, a prescindere dalle sue condizioni esistenziali e di status.
Ribaltando decisamente il paradigma che afferma l'equazione tra valore, realizzazione di sé e successo personale - che non di rado genera i danni sociali che sono sotto gli occhi di tutti – il CFP-UPT fa propria una cultura dell'accoglienza, del farsi carico e dell'accompagnamento di ciascun allievo, assunti come cardini definitori del proprio impegno istituzionale.
Questa concezione del proprio mandato si afferma a partire da un'antropologia positiva, che si operativizza nella responsabilità di formare persone in grado di intraprendere la propria avventura umana con serietà, apportando il proprio prezioso contributo per il benessere e la qualità della vita dell'intera collettività.
L'approccio al singolo - in tal senso - non degrada mai in assistenzialismo, ma si pone come rispettoso dei suoi tempi, delle sue attitudini e caratteristiche evolutive, nell'ambito di una presa in carico che ha come unico scopo quello di rendere possibile un rapporto positivo e costruttivo con la realtà, come luogo in cui camminare verso il compimento della propria personalità.
Lo stesso accento che la mission pone sia sull'integrazione delle proposte formative sia, ancor più, sulla polivalenza delle metodologie didattiche e formative, esprime proprio questa intenzionalità educativa che è orientata a comporre i più significativi guadagni della scienza della formazione con un grande progetto educativo, dentro l'alveo della comunità educante del CFP.
Il manifesto ideale
Il CFP-UPT pone alla base di ogni azione formativa il concetto di educazione che si radica nell'antropologia cristiana, rifacendosi in particolare al personalismo cristiano di Mounier e Maritain: in tal senso il CFP mette la persona al centro di ogni intenzionalità e la concepisce nella sua realtà ma anche nelle sue potenzialità, all'interno di un progetto di vita più ampio e completo.
E' la persona il fulcro attorno al quale sono ideati e realizzati i vari servizi dell'Ente, contemplata nella sua totalità e complessità, nelle varie fasi della sua vita, da studente prima e da lavoratore poi.
Educare in questo contesto significa quindi accompagnare ogni individuo, ragazzo o ragazza, giovane o adulto, verso una realizzazione più pregnante di sé, delle sue aspirazioni, delle sue capacità, del suo ruolo, nella società trentina, italiana ed europea, per giungere al mondo intero.
Il termine educazione, “e-ducere”, cioè far emergere, assume dunque una valenza di accompagnamento dei ragazzi: è un cammino fatto insieme, che porta a “stare dentro” il mondo umano e professionale in maniera più solida, più consapevole e più serena. L'attività formativa diviene strumento per scoprire la ricchezza e la potenzialità di ogni persona, per rafforzare la percezione del proprio valore e la sicurezza dell'agire, per aiutarla a concretizzare il suo progetto di vita presente e futura.
L'azione formativa e quella educativa non possono prescindere dal pensare la persona come ragazzo/ragazza, uomo e donna, in relazione con gli adulti più vicini, i genitori, ma anche con altri adulti, colleghi di lavoro o amici, con i quali esiste uno scambio di rapporti, di emozioni, di azioni. Ogni soggetto è infatti inserito in un contesto più ampio, costituito dalla famiglia, dalle amicizie, dal vicinato, dalla comunità territoriale. Educare diventa dunque incoraggiamento a mettersi in gioco in prima persona, a “tirare fuori” ciò che esiste in ogni ragazzo o ragazza, in ogni adulto, verso una comprensione più piena del significato dell'esistenza e del lavoro non solo come mezzo per costruire il proprio percorso di vita personale e familiare, ma anche come contributo al benessere collettivo ed allo sviluppo della società. Il punto di partenza è quindi rappresentato da ciò che c'è già nelle diverse persone che si avvicinano ai percorsi formativi, giovani ed adulti, non da ciò che manca.
L'azione formativa si propone l'obiettivo di diventare anche educativa, di non limitarsi all'indurre l'acquisizione di competenze o di nozioni, ma di favorire l'emergere spontaneo di capacità, potenzialità, aspirazioni, differenze. Obiettivo primario diviene quindi lo sviluppo integrale della persona, intesa come valore imprescindibile su cui basare ogni scelta.
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